L’INCANTESIMO DELLA COLPA

 

 

Quando è iniziata la colpa? E cosa c’era prima?

"Il mito narra una storia sacra; riferisce un avvenimento che ha avuto luogo nel Tempo primordiale, il tempo favoloso delle « origini ».

 

Il mito quindi è sempre la narrazione di una « creazione »: riferisce come una cosa è stata prodotta, ha cominciato ad essere. Il mito parla solo di ciò che è accaduto realmente, di ciò che si è pienamente manifestato. (P. 49 Mircea Eliade, Mito e Realtà, Borla edizioni, pp. 27, 28, 41, 49.)"

 

La colpa è nata quando è stato creato il mito. 

Una mela, una semplice mela, è il messaggio nascosto , che viaggia nel tempo, raccontato in tante forme e colori.

 

LA RIBELLIONE E' AMORE
Nelle fiabe e nei miti il divieto è l'invito alla disobbedienza.
Senza disobbedire, senza ribellarsi non ci si può inoltrare verso l’iniziazione, si rimane schiavi per il resto della vita.
La ribellione è amore”. La ribellione è la conseguenza del potente richiamo dell’anima selvaggia. 
Tu cosa scegli? Resti sul sentiero e stai nella tua bella zona di confort? 
Oppure corri il rischio di attraversare il bosco, esplorare nuovi sentieri?
Ci vuole cor-aggio. Il cor-aggio di andare oltre il senso di colpa, svegliarsi dall'incantesimo e accorgersi...che non c'è nessuna colpa....
Era solo un incantesimo.

 

SCOPRIRE LA COLPA LIBERA DALL’INCANTESIMO

Quante volte te lo sarai sentito ripetere? "E' così che si fa. Abbiamo sempre fatto così. Non lasciare la via vecchia per la nuova. Sai quello che perdi e non sai quello che trovi. Stringi i denti e vai avanti. Nella vita bisogna accontentarsi."

Quante volte hai rinunciato? Quanti occasioni hai perso? Quante volte sei fuggito? Quante volte hai avuto paura di ribellarti con l'illusione di perdere l'amore? che poi hai perso lo stesso? Quante volte hai detto "no" a te stessa, per dire "si" a qualcun'altro?

Se Cenerentola non avesse disobbedito? E se non fosse andata al ballo?

Quali sono i divieti/incantesimi della tua vita?

E se tu provassi a guardare le cose da un'altra prospettiva, dalla prospettiva dell'Anima selvaggia, al di là del senso del vantaggio e dell' svantaggio, del bene o del male? Se tu provassi a guardare con occhi nuovi, ripuliti dai condizionamenti? Cosa accadrebbe?

La tua vitalità, quella che gli altri chiamano ribellione,  ti avrà causato dei problemi, quando eri piccola,  nell’adolescenza.  Hai lasciato un percorso di studi eccellente, lasciato un fidanzato ricco, rinunciato a una carriera promettente?

Sappi, che se hai rinunciato a molte "occasioni", per seguire il tuo cuore, la voce che ti guida, la tua anima selvaggia ha una forza straordinaria. Hai imparato a camminare nei boschi a piedi nudi, ad annusare l’aria e a ruggire.

Guarda le cose dal punto di vista della tua anima selvaggia e ti sorprenderai di come tutto cambi e si illumini di nuova luce. 

Il più pericoloso predatore per le donne è la colpa. Una donna senza colpa non solo è libera, è potentemente libera. (Paula Heredia)

Paola Biato

 

Qui puoi ascoltare l'intervista su RADIO VISIONE ALCHEMICA

https://www.spreaker.com/user/5970083/paola-biato-liberarsi-dall-incatesimo-de



 

FARE FIABE E' FARE ANIMA

 

 

Fare fiabe è stare nel sacro, dalla parte dei sogni, delle immagini, degli dei, del daimon, dal lato invisibile. 

Già al momento del concepimento riceviamo informazioni, incarichi, destini, dai nostri antenati.

Veniamo programmati attraverso immagini e racconti, e creiamo il nostro copione di vita, che se vissuto inconsapevolmente può portarci a vivere esperienze frustranti e infelici.

Le storie, le fiabe preferite durante l’infanzia, indicano la risonanza con il programma di vita segreto della nostra stirpe.

Rendere visibili le fiabe e i miti che interpretiamo sulla scena della vita, ci ricollega alla percezione dell’albero da cui proveniamo,  ci mette nella posizione di guardare da altre prospettive, allargare la visione, aprirci a nuovi significati, rivelazioni e possibilità di azione.

Rendere visibili le fiabe e i miti, ci permette una scelta nella risposta.

Ricollegarci alle nostre radici, ci permette di prendere forza e nutrimento, onorare e riscattare i nostri avi, attraverso il racconto delle loro gesta erioche, rivalutando gli eventi con un atto di magia trasformativa e creativa, che fa evolvere la nostra anima e l’Anima del pianeta.

Conoscere gli archetipi che ci abitano permette di creare il giorno e la notte….

Riassorbire le proiezioni ed espirare nuovi simboli, nuove i-dee. 

Modificando l’immaginario, possiamo modificare gli eventi e le emozioni collegate ed essi, allargare la nostra visione e andare oltre l’apparenza, osservando da altre prospettive.

Fare fiabe è un’esperienza di “reminescenza”, di Ricordo di Sé, di ritorno a Casa. 

La Psicofiaba, ci conduce nel regno dell’immaginale, tra giorno e notte, tra sogno e veglia, tra corpo e spirito, tra conscio e inconscio. 

E' un viaggio magico, di fiab-azione e tras-valutazione, guidato da due divinità: la Bellezza e il Piacere. 

Incontrare queste divinità ci consente di attingere alle energie della creatività e della fecondità. 

La nostra capacità di provare Eros è fondamentale  per la realizzazione dei nostri obiettivi, dei nostri talenti, della nostra vocazione.

 

Paola Biato

 

Qui puoi ascoltare l'intervista del 03.03.16 su RADIO VISIONE ALCHEMICA

https://www.spreaker.com/user/5970083/paola-biato-psicofiabe-e-programma-di-vita segreto

 

e sul podcast di SUPERNATURAL CAFE'

http://www.supernaturalcafe.it/podcast/episodio-47/

 



  

COSTELLAZIONI FAMILIARI E FIABE

 

 

LA RICONQUISTA DELL’ANIMA ATTRAVERSO FIABE E MITI

 

 

 

Noi siamo fiabe, siamo mito.

Attraverso i nostri racconti, noi descriviamo gli eventi che abbiamo vissuto, le nostre esperienze, gli accadimenti e creiamo la nostra storia e la nostra identità.

Lo psichiatra americano Eric Berne ha scoperto che noi organizziamo interiormente la nostra vita secondo determinate immagini, frasi, sentimenti, che ci aiutano a riconoscerci come individui. Programmiamo la nostra vita fin dall’infanzia secondo un copione interiore, il più delle volte inconscio. Queste immagini agiscono nella nostra vita, creando eventi, situazioni, incontri, destini, che se vissuti inconsapevolmente, molto spesso hanno anche esiti infausti.

Questi programmi interiori possono essere “portati alla luce” e resi consapevoli attraverso le fiabe e i miti che amiamo.

La nostra fiaba preferita rivela il nostro programma di vita segreto.

Le storie ci propongono “immagini” in cui si riflette il nostro destino: nascita e morte, gioia e dolore, innocenza e colpa, povertà e ricchezza, guerra e pace, amore e odio.

Nel metodo delle Costellazioni familiari, l’immagine iniziale, durante la messa in scena, rivela lo stato emotivo ed energetico di un particolare sistema familiare. L’immagine finale, l’immagine di guarigione, rappresenta una spinta, una forza, un impulso, per l’anima.

L’anima si nutre ed evolve con le immagini.

Immagini ed immaginazione sono un elemento essenziale delle fiabe, delle storie e delle Costellazioni familiari.

Dunque le immagini e l’immaginazione, aiutano l’anima nei suoi movimenti verso la risalita. Essa infatti anela a ricongiungersi alla fonte  da cui proviene.

Non è l'uomo che va curato ma le immagini del suo ricordo perché il modo in cui ci raccontiamo e immaginiamo la nostra storia, influenza il corso della nostra vita.

 (J. Hillman)

Per “tornare a casa” occorre riscoprire l’arte di raccontare storie e mettere in scena il mito.

 

UNA VISIONE SISTEMICA DELLE FIABE

RAPERONZOLO allude a un bambino allontanato dalla famiglia.

ROSASPINA, nella figura della fata non invitata al battesimo allude a una precedente fidanzata del padre esclusa.

LA GUARDIANA DELLE OCHE, allude a una donna cacciata sia dalla mamma che dalla nonna, che soffre in solitudine, perché in realtà destinata al padre o al nonno.

LA FORTUNA DI GIANNI, che, come un nonno, avendo perduto per volere del destino i suoi averi, si libera progressivamente di tutti i suoi beni.

TUTTAPELOSA, allude all’ordine familiare infranto, per il desiderio del padre di sposare la figlia dopo la morte della madre.

CAPPUCCETTO ROSSO, il nonno seduce la nipotina che gli dovrebbe offrire ciò che la nonna non vuole o non può più dargli.

I MUSICANTI DI BREMA, allude a coloro che, privi della protezione della famiglia, in quanto non più utili, sono “consacrati” alla morte.

TREMOTINO, (una figlia data via dal padre) la protagonista riesce a sciogliere l’enigma. Anche noi teniamo spesso nascosti nomi e destini che ci creano dolore e angoscia, o costituiscono minaccia e vergogna. Manteniamo l segreto e rimaniamo imprigionati.

IL BRUTTO ANATROCCOLO, allude a una falsa attribuzione di paternità.

BIANCANEVE E ROSAROSSA, due donne e un uomo, e solo una delle due potrà avere l’uomo.

HANSEL E GRETEL, i bambini abbandonano i genitori, perché essi possano sopravvivere (precedenza di sopravvivenza per i genitori).

IL LUPO E I SETTE CAPRETTI, la mamma dice:”Non fate entrare il papà”. Il lupo è il padre o il nonno, che si vuole escludere.

GIACOMINO E IL FAGIOLO MAGICO, un uomo dà via i suoi averi per qualcosa di poco conto.

IL PRODE PICCOLO SARTO, paura che venga scoperta la falsa identità.

 

Paola Biato

 


 

IL PREDATORE NELLE FIABE


Tu non dovevi aprire quella porta. Tu non dovevi darmi quella chiave.
Il predatore (Barbablù, il lupo, la matrigna, la strega, la bestia, etc.) hanno un compito speciale. Quello di smembrarci, di distoglierci dalla nostra missione, di creare ostacoli e sabotaggi. Si manifestano all'esterno, solo perchè sono già all'interno. Sono solo specchi del predatore interno.
Quello che possiamo fare è riconoscerli: che volti hanno? come ci ostacolano? qual'è la qualità che possiamo sviluppare o risvegliare, grazie alla loro presenza? 
Come agisce il nostro sabotatore interno? Con la pigrizia, le resistenze, la paura, la rabbia?
Il sabotatore-protettore fa quello speciale mestiere di condizionarci, uccidendo il nostro entusiasmo e distogliendoci dalla direzione che abbiamo scelto. 
Se lo conosci, lo integri. Il Daimon si esprime anche attraverso di lui.

Hai deciso d' iniziare una dieta? o di andare in palestra? (ma chi te lo fa fare? dice il predatore).
Hai deciso di interrompere una relazione con un "parassita" appunto? ( E se poi resti sola? vedi che non ti prende nessuno).
Vuoi andare a un seminario per la tua evoluzione personale? (ti viene la febbre, il colpo della strega, il tuo canarino cade e si rompe le zampette. Dietro c'è sempre lui, sappilo).

"Chi è BARBABLU' ? La sete di potere è una malattia degenerativa. Il fatto è che chi ha sete di potere è colui il quale non ha il potere naturale.
Chi ha il potere nello scheletro, chi è stato benedetto dalla natura e dallo spirito, chi ha la potenza dell’istinto, della saggezza e del sapere, non cerca il poter sociale, non ne ha bisogno.
Ma nel paradigma simbolico patricentrico, nel quale viviamo, che ne è del potere selvaggio femmineo che si trasmette per linee matriarcali? Che ne è della nostra anima? 

AVERE UNA MISSIONE CHE TRASCENDE IL NOSTRO PICCOLO IO SOCIALE, ECCO QUELLO CHE CI PUO' SALVARE!

Paradossalmente è proprio il “nemico” che ci fornisce la missione. Il malvagio stregone, l’abbiamo già detto, non è poi così malvagio. Egli, come tutti, è uno strumento della missione dell’anima.
E’ nato prima l’ostacolo – cioè lo stregone – oppure la missione del ritrovamento delle sorelle? 
E , senza esitazione, si risponderebbe che la missione dell’anima è preesistente a tutti gli archetipi.
Gli archetipi, intesi come energie primigenie che ci muovono, come aspetti costitutivi del mito che viviamo, sono prodotti e supportati dall’energia dell’anima che ha una precisa missione o vocazione.
Hillman chiamerebbe questa volontà dell’anima, Daimon. Il nostro Daimon precede gli eventi che ci capitano, e quindi gli archetipi che li producono.
Lo stregone malvagio, alla fine, non è che un strumento di cui l’anima selvaggia si serve per il proprio ritorno.

PERCHE' LE DONNE SONO COSI' INGENUE DA CADERE NELLA TRAPPOLA DI BARBABLU'?

La voce dell’io istintuale è perduta o è troppo flebile, come nel caso della vecchia madre che sente dentro di sé il pericolo ma non permette alla sua voce interiore di imporsi, come, invece, dovrebbe.

La vicenda che, allora, trascina le donne verso la morte, diviene per loro un percorso iniziatico di ricerca e scoperta che culminerà con un vero e proprio rituale di morte e rinascita nel quale esse potranno, non solo ritrovare il tesoro perduto, il sacro Graal, la spada magica, ma anche farla propria e ritornare alla fine, con essa, alla vita, eroine dei due mondi.

Compiuto il rito iniziatico, superata la grande prova, entrata nella stanza, la fanciulla trova il proprio tesoro: un mucchio di ossa femminili che essa deve ricomporre.
La ragazza porterà le ossa nei sotterranei del palazzo e opererà il rituale della ricomposizione al cospetto della sua vecchia e saggia maestra.
Le ossa sono antichissime; in quella stanza vi erano generazioni e generazioni di resti di donne. La ragazza è chiamata a un grande compito: ricomporre l’essere femminile nella sua totalità.
Questo evento è straordinario. Ritrovando le ossa e riportando in vita le proprie sorelle, la ragazza ritrova, allo stesso tempo, la propria madre e la madre della propria madre e la madre della madre della madre …"
(da Riprendiamoci l'Anima di Selene Calloni Williams)