Viaggio nel mondo della Psicofiaba

Articolo di Francesca Bianchi

Fonte:http://www.ftnews.it/articolo.asp?cod=910

 

 

Sabato 3 dicembre 2016 Paola Biato ha presentato a Roma il suo libro Tarocchi Fiabeschi e Psicofiaba. Ideatrice del metodo Psicofiaba, Paola, circa venti anni fa, ha creato i Tarocchi fiabeschi, 23 immagini archetipiche che utilizza nei gruppi di evoluzione e crescita personale, nel Counselling individuale, per la scrittura e il racconto creativo e come "oracolo", per una lettura archetipica e transpersonale. 
FtNews ha intervistato l'autrice, che con grande entusiasmo ha parlato del percorso che ha portato al concepimento del libro, svelandoci anche qualche dettaglio in merito ai contenuti del suo lavoro, che si ispira alla Psicomagia e ai Psicotarocchi di A. Jodorosky, alla psicologia archetipica di Jung e al concetto di Immaginale di J. Hillman
Nel corso della nostra bella conversazione, Paola Biato ha affermato con convinzione che le fiabe sono le parole dell'inconscio, contenenti i segreti, gli insegnamenti, le strategie, i rituali, gli obiettivi, i fini e le indicazioni dei mezzi per realizzarli. Ha insistito molto sull'importanza di tornare a "fare fiabe", perché "fare fiabe" è fare anima, è uno stato meditativo, per chi narra e per chi ascolta, è un viaggio interattivo, di ascolto profondo delle immagini e delle parole dell’anima. 

Come e quando è nata l'idea di scrivere il libro "Tarocchi Fiabeschi e Psicofiaba"?
L’idea del libro si è concretizzata dopo 18 anni dalla creazione dei “Tarocchi fiabeschi”, nati nel 1997. La “Psicofiaba” è nata, invece, nel 2003, dopo l’incontro con A. Jodorowsky. Nel 2006 ho iniziato a raccogliere i racconti inventati dalle persone, le testimonianze di cambiamenti, trasformazioni, consapevolezze. In questo periodo ho utilizzato le carte in contesti educativi, nei gruppi di evoluzione e di crescita personale, nella scrittura creativa, nel counseling individuale e nella sua applicazione artistica, nelle costellazioni sistemiche e transgenerazionali, per fare letture gestaltiche e psicologiche, per la divinazione, utilizzandole come tarocchi.

 

Come è strutturato il libro?
Il libro si apre con una breve introduzione, dove racconto che le carte sono “arrivate” grazie a un “Daimon”, ossia grazie a una “guida” che mi ha ispirato e condotto. Il resto del contenuto è un manuale, adatto a tutti, non solo agli addetti ai lavori, su come utilizzare i tarocchi fiabeschi e il metodo della Psicofiaba.

Il primo capitolo è dedicato alle singole carte e ai loro significati archetipici. Nel secondo capitolo vi sono diversi schemi di lettura per raccontare, farsi raccontare, inventare fiabe o chiedere consiglio agli oracoli. Inoltre vi sono alcune mappe per orientarsi nel mondo delle fiabe, come il viaggio dell’eroe, alcune origini delle fiabe e dei rituali degli antichi cantastorie e una panoramica su altri oracoli e carte inventate da me, da utilizzare con i bambini. Nel terzo capitolo ho raccolto alcune fiabe, inventate e raccontate dai partecipanti durante un seminario a Roma, per illustrare come è possibile portare alla luce, attraverso le immagini, contenuti nascosti e profondi, in leggerezza e giocosità, e diventare consapevoli dell’immaginario che ci abita. 
Ogni fiaba ha la sua psicomagia finale, cioè un atto simbolico da compiere, per parlare al nostro inconscio e produrre dei cambiamenti. Il quarto capitolo è dedicato ad alcuni approfondimenti teorici che fanno da cornice a questo metodo e all’utilizzo della fiabe e delle metafore nel Counseling olistico.

Quali sono gli autori di riferimento per queste teorie?
"Psicofiaba" si ispira principalmente alla Psicomagia e ai Psicotarocchi di A. Jodorosky, alla psicologia archetipica di Jung e all'Immaginale di J. Hillman.
Importanti ispirazioni sono arrivate anche dalla psicologia della Gestalt, dai test proiettivi di Rocharch, dagli studi di R. Steiner, dall’ipnosi eriksoniana, dallo sciamanesimo, fino ad arrivare alle ultime scoperte russe sul DNA.

Cosa si intende con il termine Psicofiaba?
Psicofiaba nasce dall’unione dei termini "psiche" (anima) e "fiaba" (raccontare) e vuole significare racconti dell'anima,racconti per l’anim.
Psicofiaba è un regno intermedio, una terra di mezzo, tra il conscio e l’inconscio, tra il sogno e la veglia, tra la realtà e l'immaginazione, tra la materia e lo spirito, uno stato di coscienza onirico, poetico, intuitivo ed estatico. In questa dimensione la fiaba riconquista dignità e torna ad essere lo strumento psicomagico che era nell’antichità presso tutti i popoli e tutte le tradizioni.
Uno strumento per l'evoluzione, la guarigione, la trasmutazione, la trasmissione di conoscenze iniziatiche, di rituali di passaggio ed individuazione, di ricordo di sé.

Cosa sono i Tarocchi Fiabeschi?
I “Tarocchi Fiabeschi” sono un sistema simbolico di immagini e disegni originali composto da 23 figure. L’uso dei Tarocchi Fiabeschi facilita l’esplorazione ed il dialogo con le varie parti di noi e mostra l’accesso a mondi multidimensionali. Ogni carta è come una porta che conduce nel mondo immaginale o liminale. 
Le carte hanno varie funzioni: 1) per creare ed inventare fiabe, nel racconto e nella scrittura creativa ed intuitiva; 2) per l’auto-esplorazione e l’auto-cambiamento nel Counseling; 3) per meditare e ricevere soluzioni e risposte; 4) per attingere a mappe psichiche e rituali iniziatici; 5) per domandare agli “oracoli” e dialogare con gli “dei”; 6) per modificare l’immaginario ed operare trasformazioni; 7) per risvegliare il potere della magia.

 

A quali fonti si è ispirata per le fiabe che utilizza?
Nei percorsi di Counseling utilizzo fiabe che contengono insegnamenti iniziatici ed alchemici, ricercando versioni antiche, non troppo manipolate, censurate e riscritte, come è avvenuto con i Grimm, per non parlare della Disney. Autori come C. P. Estes, M. L. Von Franz, R. Steiner, Campbell, Neumann, Propp, offrono un ottimo bagaglio di fiabe popolari e della tradizione, affiancato da un'accurata ricerca antropologica e filosofica.

Quanto è importante oggi "fare fiabe" e meditare sul loro contenuto?
La fiaba è il materiale di cui siamo fatti. I nostri pensieri, i nostri percorsi, le nostre vite sono fiabe. Le fiabe sono le parole dell'inconscio. Esse contengono i segreti, gli insegnamenti, le strategie, i rituali, gli obiettivi, i fini e le indicazioni dei mezzi per realizzarli. "Fare fiabe" è 'fare anima', è uno stato meditativo, per chi narra e per chi ascolta, è un viaggio interattivo, di ascolto profondo delle immagini e delle parole dell’anima. "Fare fiabe" è ritornare alla sorgente dell’immaginazione. 
L’anima naturale si esprime per mezzo di immagini, per cui la conoscenza delle immagini che abitiamo è fondamentale sulla via della realizzazione di noi stessi, come dice Hillman. "Fare fiabe" è ricordarci chi siamo. Questa è la possibilità che le storie ci offrono: un viaggio e un percorso di “Reminiscenza”.

Come possono essere utilizzate le fiabe nel counseling? 
Le fiabe applicate al Counseling, sono uno strumento efficace che permette di raccontare e raccontarsi, di esprimere emozioni ed elaborare eventi attraverso l’uso di metafore e di immagini archetipiche. Come in un sogno ad occhi aperti, raccontiamo eventi, situazioni, incontri, alla ricerca di significati, soluzioni e trasformazioni. Assaporiamo la poesia della fiaba, ne sentiamo il sapore, ma il processo di assimilazione e digestione avviene in profondità, autonomamente, senza che noi ce ne accorgiamo. Modificando l’immaginario, modifichiamo gli eventi e le emozioni collegate ed essi, allarghiamo la visione e andiamo oltre l’apparenza, osservando da altre prospettive ed aprendoci a nuove rivelazioni e possibilità.

Quale messaggio si augura possa arrivare ai lettori del Suo libro?
Le fiabe non sono storie per far addormentare i bambini, sono messaggi ed insegnamenti esistenziali e spirituali, nascosti sotto il mantello della fantasia. Occorre conoscerle e saper raccontare la fiaba giusta, a seconda della fase o dell’età che si sta attraversando, per fornire delle “mappe” utili per chi ascolta.
Con questo libro mi auguro di risvegliare l’immaginario e l’immaginazione, l’arte del racconto e l'arte dell'ascolto.