IL PREDATORE NELLE FIABE

IL PREDATORE NELLE FIABE


Tu non dovevi aprire quella porta. Tu non dovevi darmi quella chiave.
Il predatore (Barbablù, il lupo, la matrigna, la strega, la bestia, etc.) hanno un compito speciale. Quello di smembrarci, di distoglierci dalla nostra missione, di creare ostacoli e sabotaggi. Si manifestano all'esterno, solo perchè sono già all'interno. Sono solo specchi del predatore interno.
Quello che possiamo fare è riconoscerli: che volti hanno? come ci ostacolano? qual'è la qualità che possiamo sviluppare o risvegliare, grazie alla loro presenza? 
Come agisce il nostro sabotatore interno? Con la pigrizia, le resistenze, la paura, la rabbia?
Il sabotatore-protettore fa quello speciale mestiere di condizionarci, uccidendo il nostro entusiasmo e distogliendoci dalla direzione che abbiamo scelto. 
Se lo conosci, lo integri. Il Daimon si esprime anche attraverso di lui.

Hai deciso d' iniziare una dieta? o di andare in palestra? (ma chi te lo fa fare? dice il predatore).
Hai deciso di interrompere una relazione con un "parassita" appunto? ( E se poi resti sola? vedi che non ti prende nessuno).
Vuoi andare a un seminario per la tua evoluzione personale? (ti viene la febbre, il colpo della strega, il tuo canarino cade e si rompe le zampette. Dietro c'è sempre lui, sappilo).

"Chi è BARBABLU' ? La sete di potere è una malattia degenerativa. Il fatto è che chi ha sete di potere è colui il quale non ha il potere naturale.
Chi ha il potere nello scheletro, chi è stato benedetto dalla natura e dallo spirito, chi ha la potenza dell’istinto, della saggezza e del sapere, non cerca il poter sociale, non ne ha bisogno.
Ma nel paradigma simbolico patricentrico, nel quale viviamo, che ne è del potere selvaggio femmineo che si trasmette per linee matriarcali? Che ne è della nostra anima? 

Paradossalmente è proprio il “nemico” che ci fornisce la missione. Il malvagio stregone, l’abbiamo già detto, non è poi così malvagio. Egli, come tutti, è uno strumento della missione dell’anima.
E’ nato prima l’ostacolo – cioè lo stregone – oppure la missione del ritrovamento delle sorelle? 
E , senza esitazione, si risponderebbe che la missione dell’anima è preesistente a tutti gli archetipi.
Gli archetipi, intesi come energie primigenie che ci muovono, come aspetti costitutivi del mito che viviamo, sono prodotti e supportati dall’energia dell’anima che ha una precisa missione o vocazione.
Hillman chiamerebbe questa volontà dell’anima, Daimon. Il nostro Daimon precede gli eventi che ci capitano, e quindi gli archetipi che li producono.
Lo stregone malvagio, alla fine, non è che un strumento di cui l’anima selvaggia si serve per il proprio ritorno.

PERCHE' LE DONNE SONO COSI' INGENUE DA CADERE NELLA TRAPPOLA DI BARBABLU'?

La voce dell’io istintuale è perduta o è troppo flebile, come nel caso della vecchia madre che sente dentro di sé il pericolo ma non permette alla sua voce interiore di imporsi, come, invece, dovrebbe.

La vicenda che, allora, trascina le donne verso la morte, diviene per loro un percorso iniziatico di ricerca e scoperta che culminerà con un vero e proprio rituale di morte e rinascita nel quale esse potranno, non solo ritrovare il tesoro perduto, il sacro Graal, la spada magica, ma anche farla propria e ritornare alla fine, con essa, alla vita, eroine dei due mondi.

Compiuto il rito iniziatico, superata la grande prova, entrata nella stanza, la fanciulla trova il proprio tesoro: un mucchio di ossa femminili che essa deve ricomporre.
La ragazza porterà le ossa nei sotterranei del palazzo e opererà il rituale della ricomposizione al cospetto della sua vecchia e saggia maestra.
Le ossa sono antichissime; in quella stanza vi erano generazioni e generazioni di resti di donne. La ragazza è chiamata a un grande compito: ricomporre l’essere femminile nella sua totalità.
Questo evento è straordinario. Ritrovando le ossa e riportando in vita le proprie sorelle, la ragazza ritrova, allo stesso tempo, la propria madre e la madre della propria madre e la madre della madre della madre …"
(ispirato da Riprendiamoci l'Anima di Selene Calloni Williams)

Paola Biato

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